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Al fianco di Malen sta crescendo Vaz. Il 3-5-2 più di un’idea

ROBINIO VAZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

COMO-ROMA – Senza gli esterni, non è la Roma di Gasperini. Che ha bisogno di qualità negli ultimi venti metri. Una punta, più due trequartisti/attaccanti, abili nell’uno contro uno, bravi nel dialogare tra loro e/o con la punta. Preso Malen, è sparito il resto. Tra Zaragoza che necessita di un periodo di adattamento e Venturino che calcisticamente è poco più che un adolescente, o a chi è più “provato” – El Shaarawy, Soulé, Dybala – l’allenatore romanista è rimasto con il solo olandese là davanti. Non avendo poi nemmeno le opzioni Ferguson e Dovbyk, entrambi finiti sotto i ferri.

Un reparto carente, insomma. Lui le sta provando tutte: dietro l’ex Aston Villa abbiamo visto Pellegrini, che si è risvegliato solo a Bologna, poi Zaragoza, impiegato in due partite che non erano per lui, e quindi Venturino, bene con la Cremonese, molto meno con il Genoa. A Bologna, e in parte a Marassi, Gian Piero Gasperini si è reinventato Cristante come trequartista, ma non è a lui che si può chiedere qualità, invenzioni, il dialogo in area ad alta velocità. Ed ecco che Gasp ha allargato, contro i felsinei, quell’esperimento durato appena una quindicina di minuti a Genova: Robinio Vaz vicino a Donyell Malen, per una sorta di 3-5-2. Il ragazzino francese, che meno di un mese fa ha compiuto 19 anni, ha mostrato segnali di crescita, carattere e ritmo. Ha combattuto, ha sbagliato, ma ha tamponato certi errori con la corsa e con la voglia di mettersi a disposizione della squadra, che in quel momento aveva bisogno di tenere alto il pallone. Vaz non ha sfiorato il gol, ma ha dato peso e fiato a un reparto che stava soffrendo.

Al Sinigaglia, la Roma si ripresenterà con lo stesso problema, ovvero con gli esterni (più o meno) assenti. Con la squadra di Fabregas che si schiererà a quattro in difesa, ed ecco che Vaz potrebbe diventare una soluzione. A meno che il tecnico giallorosso non voglia rilanciare subito Pellegrini, al quale comunque mancherebbe un partner di destra, visto che Zaragoza non può essere riproposto dopo le difficoltà del Dall’Ara. E quando tornerà Soulé? Impossibile a Como, improbabile col Bologna nel ritorno degli ottavi, sarebbe un miracolo rivederlo in panchina con il Lecce. Insomma, se ne riparlerà dopo la sosta, a Pasqua. Con il sole che avrà asciugato i campi, con le squadre che si apriranno di più per fare risultati etc etc, situazione che farà bene anche a uno come Venturino, oltre allo stesso Zaragoza. Un mese, magari, in cui non ci sarà più il problema degli esterni carenti. Questo l’articolo de “Il Messaggero” 

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