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Calciomercato Roma, mezza squadra verso i saluti

GIAN PIERO GASPERINI INFURIATO CON I SUOI GIOCATORI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

CALCIOMERCATO ROMA – La notte di Milano lascia scorie pesanti, quasi definitive. La caduta contro l’Inter è una fotografia impietosa dello stato attuale della Roma: una squadra che lotta, resiste, ma che oggi appare lontana dalle grandi. E da Trigoria, filtrano segnali chiari. La proprietà non si nasconde più. Serve una svolta, una rottura con il passato recente. Un intervento chirurgico sul “nucleo” della squadra.  E allora, inevitabilmente, si passa ai nomi. La lista dei possibili partenti è tutt’altro che marginale. Celik ed El Shaarawy sono a fine corsa contrattuale, così come Pellegrini e Dybala, due simboli recenti ma oggi in bilico. Non è solo questione tecnica, è anche economica, progettuale. Cristante ha il contratto in scadenza nel 2027 e spesso si è parlato di una firma imminente, ma fin qui la fumata bianca non è arrivata. Ndicka può diventare una pedina sacrificabile per generare plusvalenza, complice un rendimento troppo altalenante. E poi c’è Hermoso: un solo anno di contratto, 31 anni in arrivo, acciacchi frequenti e prestazioni che non sempre convincono.

E poi ci sono i giocatori che rientreranno dai prestiti come Tsimikas, Ferguson, Venturino e Zaragoza, più quelli che la Roma vorrebbe cedere se dovessero arrivare offerte: Rensch, Angelino, Dovbyk. Impossibile mandare via tutti, Massara valuterà la situazione passo dopo passo. E poi c’è la questione campo. La fotografia più cruda è un’altra, ed è tutta tecnica: senza Wesley, Dybala, Koné, Mancini e Soulé la Roma è una squadra non all’altezza della corsa Champions. Un dato che pesa come un macigno e che ridimensiona qualsiasi ambizione. Gasperini ne è consapevole. Il suo calcio, intenso e verticale, non può prescindere dai migliori interpreti.

Eppure, proprio Gasp, nel post gara, ha scelto una linea chiara, quasi controcorrente rispetto ai segnali societari: “Quello che bisogna fare per la prossima stagione è migliorare questo gruppo. Non ricostruirlo o abbatterlo, ma rinforzarlo“. Parole pesate, che raccontano apparentemente due visioni diverse. Da una parte la necessità di cambiare profondamente, dall’altra la volontà di consolidare e migliorare. Il confronto sarà inevitabile, sempre che le parole pubbliche coincidano con quanto espresso dal tecnico alla proprietà. Intanto, a fare da collante, ci pensa Massara, che prima della sfida aveva blindato l’allenatore: “La sua permanenza è una certezza“. È (quasi) tutto il resto invece a essere in discussione. Questo l’articolo de “Il Corriere dello Sport” 

 

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