CALCIOMERCATO ROMA – Le manovre estive della Roma entrano nel vivo di una complessa partita a scacchi, dove la visione tecnica guidata da Gian Piero Gasperini e dal DS Tony D’Amico si incrocia inevitabilmente con la rigidità dei bilanci e le dinamiche societarie.
Calciomercato Roma, il piano acquisti: 80 milioni e la formula dei prestiti
L’obiettivo della dirigenza giallorossa per completare la rosa è ben definito: finanziare un tris di innesti strategici senza superare un tetto complessivo di 80 milioni di euro. La priorità assoluta resta l’ingaggio di un elemento di prima fascia (con una valutazione attorno ai 40-50 milioni), mentre per gli altri tasselli l’idea è quella di ricorrere a formule a impatto differito, come prestiti con diritto o obbligo di riscatto, spostando il peso economico sull’esercizio successivo. In cima alla lista dei desideri per la corsia offensiva resta il profilo di Antonio Nusa. La Roma punta a non spingersi oltre i 40 milioni di euro per il talento del Lipsia, con la leva di una proposta d’ingaggio da circa 4 milioni a stagione per quattro anni. I tedeschi, tuttavia, mantengono per ora una richiesta alta (55-60 milioni). Restano invece fredde le piste che portano a Santiago Castro e a Christos Tzolis: per l’esterno del Bruges la valutazione di 50 milioni viene considerata eccessiva dallo staff tecnico.
Calciomercato Roma, la gestione uscite e i parametri UEFA
Sul fronte delle cessioni, la posizione di Manu Koné resta da monitorare: il centrocampista francese ha manifestato l’apertura a valutare nuove sistemazioni, ma al momento sulle scrivanie di Trigoria non sono pervenute proposte ufficiali e concrete. A fare da cornice alle decisioni di mercato c’è il costante dialogo con la UEFA in ottica Settlement Agreement. Per la chiusura del bilancio restano da generare circa 30 milioni di plusvalenze, una quota cruciale per scongiurare eventuali sanzioni o blocchi al mercato nella stagione ventura.
Calciomercato Roma: il vertice interno e la regia dei Friedkin
Negli ultimi giorni si è tenuto un articolato vertice strategico tra la proprietà e l’area tecnica per fare il punto programmatico sul budget da destinare alla sessione estiva. I Friedkin sono al lavoro per sbloccare la movimentazione dei fondi (un’operazione finanziaria che coinvolge direttamente anche la gestione dell’Everton), con la prospettiva di dare un’accelerata definitiva alle operazioni a brevissimo. Nel frattempo, la linea indicata dalla presidenza è quella del massimo riserbo operativo: lavorare a fari spenti e senza proclami mediatici per condurre in porto le trattative decisive senza interferenze esterne.
