7 Settembre 2026
Roma
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Derby, corsa a due tra Pisilli e Pellegrini. El Shaarawy saluta

I ROMANI LORENZO PELLEGRINI E DANILO CATALDI GUARDANO AVANTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

ROMA-LAZIO – Gian Piero Gasperini ha mantenuto la promessa. “Si deciderà in volata”, aveva detto in tempi non sospetti sulla qualificazione Champions. Alla volata la Roma è arrivata. E basta già per non catalogare il campionato giallorosso come negativo, a prescindere da come andrà a finire. Per centrare davvero il quarto posto, però, non si può più sbagliare.

Il tecnico piemontese ha fatto allenare la squadra al mattino, più o meno nello stesso orario in cui si scenderà in campo domani. Contano anche i dettagli. Conta, chissà, pure l’occhio di Ryan Friedkin: il vicepresidente dorme a Trigoria, i colloqui con Gasperini in questi giorni sono quotidiani. Ma il futuro adesso può attendere. C’è un derby da preparare. E una condizione fisica da “accompagnare”.

L’allenatore ha recuperato sia Lorenzo Pellegrini sia Artem Dovbyk: il primo si gioca un posto da titolare, l’ucraino spera di tornare tra i convocati dopo quattro mesi e mezzo. Il dubbio di formazione è uno solo, ma Gasp con ogni probabilità sceglierà il trequartista centrale, come praticamente ha sempre fatto contro avversarie che giocano con il play basso. All’andata il compito fu dato a Pellegrini, prima su Rovella e poi su Cataldi.

Adesso il numero 7 è in ballottaggio con Niccolò Pisilli, che va considerato in leggero vantaggio. Ipotesi numero tre: Pisilli più basso in coppia con Koné e Cristante, Pellegrini sulla trequarti. In ogni caso sarà quasi certamente un centrocampista a ricoprire quella posizione. Soulé è destinato alla panchina, mentre in attacco Gasperini non ha intenzione di dividere Dybala da Malen.

In panchina ci sarà anche El Shaarawy, che ha annunciato l’addio con un messaggio su Instagram: “Questa è stata un’annata particolare, in parte difficile, ma questo fa parte del calcio e non cambia ciò che sono e ciò che ho sempre dato. Il derby sarà la mia ultima partita in casa all’Olimpico. Me ne vado, ma una parte di me resterà qui. Perché certe storie non finiscono davvero, cambiano solo forma”. Questo l’articolo de “Il Corriere della Sera”

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