EMERSON PALMIERI – Emerson Palmieri, ex terzino della Roma, ha rilasciato un’intervista per Calciomercato.com. Durante il suo intervento, l’italo-brasiliano ha parlato della sua esperienza italiana, divisa tra Palermo e la capitale. Il classe 1994 si è da poco trasferito all’Olympique Marseille di De Zerbi, che lo ha schierato da subito titolare. In giallorosso, Palmieri ha disputato anche l’ultima partita di Totti, ma un infortunio al crociato lo costrinse ad abbandonare il campo. Chiuso poi da Kolarov, il giocatore si è poi trasferito al Chelsea. Di seguito le parole di Emerson:
Nel 2014 arrivi al Palermo, qual è il primo ricordo che hai dell’Italia? “Avevo 19 anni e un po’ di paura, era la prima volta lontano da casa. Mi ha aiutato molto Dybala perché parlava spagnolo, ma dopo qualche settimana ho sentito subito il calore della gente e mi sono sentito subito a casa”.
Due anni e mezzo alla Roma, cosa ti è rimasto? “Vi racconto una cosa: quando giocavo a Palermo e avevo il giorno libero, spesso andavo a visitare Roma”.
La Capitale nel destino. “Lì ci sono tante cose belle. A livello calcistico posso dire di aver condiviso lo spogliatoio con Francesco Totti”.
Cosa vuol dire? “Giocarci insieme mette un po’ di pressione di default. Ma lui mi tranquillizzava, è una persona molto disponibile e aperta al dialogo”.
Com’è nata l’idea di andare in giallorosso? “Ultima giornata del campionato 2013/14, Roma-Palermo. Io entro nel secondo tempo e dopo la partita si avvicina Walter Sabatini: ‘Non ti conoscevo, complimenti’. A fine stagione tornai al Santos, con la testa ero già in vacanza ma dopo 15 giorni mi chiamò il mio agente dicendomi che Sabatini mi voleva alla Roma”.
Su Walter Sabatini. “È stata la persona che mi ha cambiato la vita. Se mi guardo indietro vedo un ragazzo di 19 anni che non trova molto spazio a Palermo e sta fermo 2 mesi per infortunio; in questi casi potrebbe capitare che il giocatore torni in Brasile o vada in un altro Paese, nel mio caso ha chiamato la Roma. È stato un percorso strano”.
