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ESCLUSIVA – Andersinho Marques: “Soulè uomo chiave per la volata Champions. Cederei Konè, Paredes lo aspettano alla Bombonera a braccia aperte”

Andersinho Marques

ANDERSINHO MARQUES – Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, Andersinho Marques, giornalista e noto esperto del calcio brasiliano, ha parlato della corsa Champions, dell’infortunio di Dybala e di Paredes, che ha giocato e infiammato Argentina-Brasile.

Andersinho Marques: “Soulè non ancora ai livelli di Dybala ma..”

Roma che crede alla corsa Champions. È dura senza Dybala, basterà Soulè? “La Roma continua a inseguire con determinazione il treno Champions, ma l’assenza di Paulo Dybala è una perdita tecnica e carismatica difficile da colmare. Dybala non è solo un finalizzatore: è l’uomo che lega i reparti, accende le giocate, ma soprattutto cambia le partite. Soulé, però, offre una soluzione credibile. Ha talento si è inserito con personalità, ha qualità nel dribbling, visione di gioco e soprattutto fame. Non è ancora ai livelli di Dybala, né può garantirne l’esperienza nelle sfide decisive, ma può dare continuità, estro e imprevedibilità sulla trequarti. Se la Roma riuscirà a supportarlo con un sistema solido, sfruttando la crescita dei centrocampisti e ritrovando equilibrio dietro, Soulé può essere più di una semplice toppa. Può diventare l’uomo chiave di questa volata finale”.

Che idea si è fatto sulla questione Thiago Motta-Tudor? “La questione ruota attorno a due profili molto diversi, entrambi validi, ma con filosofie opposte. Thiago Motta rappresenta la nuova scuola: calcio di posizione, verticalità, pressing alto e gestione intelligente delle risorse. Ha fatto un capolavoro a Bologna e ha attirato l’attenzione delle big non solo per i risultati, ma per la qualità del gioco. Che purtroppo non è riuscito fare con Juve, ma devo dire che se avesse vinto 5 partite in più al posto dei pareggi era la capolista. Tudor, invece, è un tecnico pragmatico, concreto, con una forte identità difensiva e grande capacità di motivare i suoi. I suoi numeri parlano chiaro ovunque sia andato, ma il suo calcio è meno fluido, più basato sull’intensità e sulla rottura del gioco avversario, vediamo cosa verrà fuori contro il Genoa”.

Fossi Ghisolfi, cederesti Svilar e Konè alla giusta offerta? “Svilar è uno dei profili più in crescita della rosa: giovane, riflessi notevoli, leadership in costruzione e margini ancora ampi. Venderlo ora, salvo offerte davvero irrinunciabili, sarebbe una mossa rischiosa. Koné, invece, è ancora tutto da valutare. Le qualità fisiche e dinamiche ci sono, ma a livello tattico e tecnico ha bisogno di tempo. Se l’offerta fosse buona, una cessione ragionata potrebbe avere senso, soprattutto per reinvestire in profili più pronti per il sistema di gioco che la Roma sta costruendo”.

Argentina-Brasile ha dato grande spettacolo: ci sono stati ancora battibecchi con Paredes. Secondo lei l’ex Juve e Psg tornerà al Boca dal 2026? “Leandro Paredes è un giocatore che non tradisce mai la propria natura: grintoso, diretto, viscerale. Nei match contro il Brasile, il suo carattere emerge in tutta la sua intensità, e i battibecchi ormai sembrano far parte del copione. È un leader emotivo, a volte sopra le righe, ma sempre fedele alla maglia. Il ritorno al Boca Juniors nel 2026 è più di una suggestione. Paredes lo ha dichiarato apertamente più volte: vuole chiudere il cerchio dove tutto è cominciato. Se la Roma riuscirà a valorizzarlo fino a quella data, sarà un addio a cuor leggero per tutti. Ma una cosa è certa: tornerà a casa, e alla Bombonera lo aspettano a braccia aperte, quando non lo so!

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