ANDREA PAOLELLI – Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, Andrea Paolelli, ex calciatore della Roma Primavera e che milita nell’Atletico Lodigiani in serie D, ha parlato del derby di domenica scorsa ripercorrendo un po’ le orme di Trigoria, tra Totti e De Rossi fino ad arrivare a Lorenzo Pellegrini, autore del gol vittoria nel derby e che il difensore classe 1997 conosce benissimo.
Andrea Paolelli: “Contento per Pellegrini, si meritava una giornata così”

Che derby è stato quello di ieri? “Ma credo sia stato derby abbastanza equilibrato dove l’episodio ha fatto la differenza”
Ti aspettavi il ritorno in campo di Lorenzo Pellegrini, tu che sei suo compagno di squadra nella Roma Primavera… “Non chiedermi il perché ma scherzando con i miei amici, già qualche settimana fa gli ripetevo che era tutto scritto e che al derby sarebbe stato decisivo. Sono troppo contento per Lollo. Si meritava una giornata così, per la persona che è, per quanto ama la Roma e per tutto quello che ha passato in questi mesi. Spero che rimarrà ancora a lungo nella Roma”.
Il primo calciatore incontrato a Trigoria è stato Totti. Che ricordi hai di lui e di Daniele De Rossi? “L’incontro con Totti è stato emozionante non sapevo che fare e che dire, anche perché era uno dei miei idoli da sempre. Lui e Daniele sono state e saranno per sempre due leggende della Roma e del calcio Italiano. Le prime volte che li ho visti ero troppo emozionato, senti proprio un aura diversa ma alla fine sono due persone umilissime e disponibili. Con Daniele negli anni passati a Trigoria ho avuto modo di parlarci un po’ più spesso, Daniele è il numero uno in tutto, come persona dieci, con noi giovani della Primavera allenata da suo padre Alberto, era sempre disponibile, quelle volte che capitava qualche assenza o le pause per le nazionali e ci allenavamo con loro ci aiutava, e cercava di metterci sempre a nostro agio”.
Qualche ricordo con loro in campo? “Mi ricordo una partita a Rieti contro una squadra Indonesiana quando c’era Rudi García come allenatore, fu emozionante quella giornata, salire nel pullman della squadra insieme a loro, non ci credevo. Poi altri episodi che mi ricordo, capitava che vivendo in convitto a Trigoria spesso li incontravi quotidianamente a bere un caffè, o a fare colazione. In campo invece, illegali, capivi ancora di più che erano di un altra categoria e tutto quello che facevano sembrava così semplice ma non lo era. Quelle volte che ho avuto la fortuna di allenarmi con Totti, ho visto delle cose impensabili, faceva giocate, tiri, pallonetti, tunnel, che lasciavano increduli anche i suoi compagni. Con Daniele de Rossi invece ci fu un episodio che non dimenticherò mai, dopo qualche anno che ero uscito da Trigoria un giorno mentre ero ad Ostia con un paio di amici mi sento chiamare, tra l altro con il mio soprannome “Bitte”(mio padre venne chiamato così a Caprarola, vicino Viterbom soprannome si tramanda di figlio in figlio e che pochi intimi mi ci chiamavano tipo solo i miei compagni di squadra e gli amici di infanzia, quindi immagina io che mi giro e vedo che è Daniele de Rossi. Pensavo fosse un sogno, alla fine uno potrebbe dire che sarà mai, ma quel giorno mi rese così felice, De Rossi che a distanza di qualche anno si ricorda di me, mi chiama per salutarmi chiamandomi “Bitte” davanti ai miei amici”.
C’è un difensore a cui ti sei ispirato nella Roma dei grandi? “I primi anni che ero alla Roma impazzivo per Marquinhos”.
Hai giocato anche con Frattesi. Se ne è parlato tanto, saresti contento di un ritorno alla Roma? “È, non mi dispiacerebbe, a me piace molto come giocatore. Oltre a lui ci sono tanti ragazzi che hanno fatto strada con cui ho condiviso qualche stagione, li seguo tutti con orgoglio anche quelli che non giocano per la Roma”.
Ora che sogni hai nel cassetto? “In primis di continuare a giocare il più possibile aldilà che non sia in Serie A o Serie B, di far sì che possa restare il mio lavoro principale più a lungo possibile a prescindere dalla categoria. Poi nel mentre mi sono laureato e sto cercando di formarmi anche per il dopo, visto che mi piacerebbe rimanere sempre nel mondo del calcio. Sogno? Sarebbe bello tornare nel professionismo o da Calciatore o in futuro in altre vesti”.
