CONFERENZA STAMPA GASPERINI – Intervenuto in conferenza stampa, Gian Piero Gasperini, tecnico della Roma, ha parlato in vista della sfida di domani contro il Milan. Queste le sue parole:
Su Dybala: 4 partite giocate tutte per molti minuti. Cosa ha aggiunto?
“I problemi di Paulo sono sempre stati gli infortuni. Lui ha tutte le qualità, non solo tecniche, di tiro, ma anche per la resistenza, la tenuta fisica, ha fibre di alto livello. Altrimenti non riesci a raggiungere traguardi di alto livello se non hai qualità assolute. La continuità è dettata dal non esserci infortuni di mezzo. Si sta allenando bene, magari prima c’erano momenti in cui doveva allenarsi con cautela. Raggiunge certe velocità e certi spunti, può tirare più forte, sono tutte cose del suo bagaglio. Spero sia una grande stagione per lui. Può giocare anche andando avanti con gli anni.”
Milan e Roma sono più di outsider? Cosa teme del Milan?
“Non partecipo a queste discussioni su scudetto e Champions. Ognuno può trarre le sue considerazioni. Hanno avuto entrambe un’ottima partenza, gli altri discorsi li lascio. Posso condividere che Napoli e Inter hanno qualcosa in più, ma il nostro obiettivo è misurarci con loro. Ci siamo misurati con l’Inter, adesso lo faremo col Milan”.
Cosa può dare di più alla Roma dopo questo 2025?
“In termini di punti difficile dare di più anche se finora hanno prodotto un sesto posto e ora siamo solo all’inizio. L’obiettivo è cercare di migliorarsi, costruire un impianto di squadra e diventare sempre più competitivi. Speriamo che i punti che faremo siano efficaci.”
Il Milan ruota attorno a Modric. Cristante trequartista è una soluzione riproponibile?
“Lo è per il nostro tipo di gioco, ma non solo Cristante, lì ha fatto bene anche Pellegrini. Ma non so se giocheremo così. Modric è un giocatore straordinario, si sa muovere, non è facilmente limitabile ma dobbiamo pensare al nostro tipo di gara”.
Guardando il rendimento dei centrocampisti, con l’Atalanta quasi tutti segnavano 5-6 gol a stagione. Quest’anno Cristante ha già trovato la rete, ma gli altri ancora no. È una sua richiesta di inserirsi meno in area o si può crescere anche da quel punto di vista? E un giudizio su El Aynaoui, che sta utilizzando sempre di più.
“El Aynaoui sta crescendo e sta facendo bene, come tanti altri giocatori che mi sembrano in miglioramento. È arrivato quest’anno e, come spesso accade a chi viene da altri campionati, serve un po’ di tempo per adattarsi. Sono pochi quelli che entrano subito e spaccano. La Roma comunque ha segnato molto finora, e questo è un dato positivo: abbiamo trovato il gol con tanti giocatori, sei o sette, non so di preciso quanti. È un segnale di coralità, della capacità di creare pericoli con interpreti diversi. È vero, a parte Cristante, gli altri centrocampisti non hanno ancora segnato, ma speriamo che lo facciano presto. Di solito, quando una squadra produce tanto e segna molto, poi si distribuiscono meglio anche i gol. In quella mia Atalanta segnavano tanti perché la squadra nel complesso realizzava tanto”.
Questa è una squadra ancora alla ricerca della sua migliore versione o, avendo tante soluzioni, sarà così fino alla fine della stagione?
“A me non sembra che ci sia tutta questa diversità. Difesa e centrocampo sono abbastanza stabili: la difesa è quella, il centrocampo è quello, anche gli esterni sono sempre gli stessi. È vero, Wesley a volte ha giocato a sinistra, ma ha sempre fatto l’esterno, non certo il centravanti o il difensore centrale. Davanti, invece, c’è stata un po’ più di varietà, anche per necessità. All’inizio Dybala e Bailey non c’erano: sono stati fuori a lungo e non facevano parte del gruppo. Recuperandoli, Dybala lo abbiamo rivisto bene solo da due settimane, mentre Bailey lo stiamo ancora inserendo. Chi ha dato più continuità è stato Soulé, che ha giocato praticamente sempre. Uno dei miei obiettivi iniziali era dare solidità e continuità a un nucleo di squadra, e poi inserire gradualmente gli altri. È quello che sta avvenendo, partita dopo partita. È chiaro però che abbiamo bisogno di risultati: per questo, anche se mi piacerebbe cambiare di più, bisogna sempre tenere equilibrio. Durante la partita, invece, i cambi li faccio quasi sempre tutti. Non mi sono mai piaciute le cinque sostituzioni: da dopo il Covid è un altro calcio. Però mi sono adattato e le uso sempre. Non mi piacciono perché tolgono il calo fisico naturale: una volta, nel finale, emergevano le differenze di condizione, ora con cinque cambi cambi mezza squadra. È quasi basket. A me piaceva di più quando era una questione di resistenza e di selezione nei novanta minuti. Ma le regole sono queste, e pur non piacendomi, le utilizzo praticamente sempre”.
Volevo chiedere degli attaccanti, mister. Dovbyk, c’è quella bella foto, quel bell’abbraccio suo con lui a fine partita: ha fatto un bel gol. Ferguson si è fatto male, volevo sapere se ci sono novità. Abbiamo visto che dovrebbe essere una cosa di poco conto, ma le chiedevo qualcosa in più. E su Bailey, che ha giocato una quarantina di minuti e poi è uscito: come l’ha visto in settimana, magari un po’ abbacchiato?
“Dovbyk sta bene, è in crescita. Lo abbiamo detto dopo la partita e già da qualche settimana. Se lui sta bene fisicamente, anche sotto l’aspetto tecnico dà di più. Il gol dell’altra sera è stato un bel gol. Potrebbe essere anche il gol che sblocca qualcosa: aveva avuto occasioni con l’Inter, con la Fiorentina e con il Lille. Quando cominci ad avere occasioni, poi timbri anche. È un buon segnale. Ferguson ha avuto una distorsione alla caviglia: non è una cosa grave, ma lo costringerà probabilmente a saltare una o due settimane, quindi i tempi sono quelli. Bailey lo abbiamo accelerato un po’. Per me ha fatto una buona prestazione contro il Sassuolo, almeno nella prima parte della gara, e questo mi ha spinto a portarlo in panchina. Non pensavo di farlo entrare così presto, ma poi l’ho rimesso dentro. Evidentemente viene da diversi mesi di inattività, e dopo la partita di Sassuolo ha fatto più fatica a recuperare. Probabilmente ha bisogno di un po’ più di tempo tra una partita e l’altra. Comunque il giocatore è guarito perfettamente: oggi, con gli ultimi accertamenti, abbiamo visto che sta bene. Ora si tratta solo di trovare la condizione, di spingere, di giocare spezzoni o meno, e di recuperare bene. È solo una questione di condizione, perché viene da un periodo piuttosto lungo di stop”.
Buonasera mister, sia lei che Allegri avete un’esperienza longeva, ma diversa in Serie A: quanto aiuta questo in termini di lucidità nei momenti più delicati delle partite?
“Speriamo, speriamo aiuti sempre. Non lo so, ma in questo momento è chiaro che se hai molte partite alle spalle sicuramente fai una grande esperienza. Però l’esperienza conta e non conta, almeno nel nostro caso di allenatori. Ogni anno è un campionato diverso e ogni partita è una lettura diversa, perché dentro alla stessa partita ci sono più partite. C’è la partita iniziale — magari parti con delle idee, poi bisogna vedere se quelle idee si riflettono in campo, perché c’è un avversario di mezzo — e poi le partite cambiano, sono molto equilibrate. Quest’anno è un campionato, si dice tutti gli anni, ma quest’anno veramente più equilibrato di altri, dove anche le squadre di medio-bassa classifica sono in grado di creare problemi a tutte e di strappare punti. Quindi c’è una partita nel primo tempo, una nel secondo tempo, una nel finale. Sono molto equilibrate: gli episodi le cambiano, quindi devi essere sempre molto attento a fare le letture giuste”.
In relazione alle ultime partite volevo chiederle di Soulé. Ho avuto l’impressione che quando la Roma cambia sistema di gioco, come nel secondo tempo di mercoledì, lui sia quello che risente di più del cambiamento.
“Sì, penso che stia facendo bene. È quello che sta giocando di più. In attacco è comunque dispendioso: spendi molto a dover giocare sempre, a dover dribblare, saltare l’avversario. Anche per questo, qualche volta, esce: ma non è che chi esce perde merito. Le sue prestazioni sono sempre di livello. Anche l’altra sera è stato positivo. È quello che ha più continuità e sono molto soddisfatto di questo”.
