ROMA – La strada è ancora lunga. Lo sapeva Gasperini e, in fondo, anche i tifosi. I 27 punti in tredici giornate conquistati fin qui dalla Roma danno la misura di un percorso comunque di alto livello fatto di crescita costante e cadute, neanche troppo rovinose, in una stagione dove certamente le difficoltà erano messe in conto. La gara di domenica scorsa contro il Napoli ha messo in evidenza limiti e distante dei giallorossi rispetto una squadra rodata e con una qualità superiore.
Certo è che ancora una volta gli scontri diretti non fanno per la Roma di Gasp che con lo stesso risultato aveva già perso con Inter e Milan oltre al ko di inizio stagione col Torino. I miglioramenti dal punto di vista atletico sembravano di colpo svaniti. Merito della squadra di Conte e della dispendiosa partita contro il Midtjylland. Ogni volta che la Roma è andata in svantaggio, gara contro la Fiorentina a parte, ha perso. E lo ha fatto subendo un solo gol. Ma non riuscendo mai a reagire. La motivazione principale è di natura tattiva.
Alla Roma manca imprevedibilità, qualità nei singoli. Soulé a parte l’attacco fatica a creare pericoli quando le difese sono più strette. La sconfitta contro il Napoli ha avuto tanti tratti differenti rispetto a quelle recenti con Inter e Milan. Per tutta la durata del match i giallorossi non hanno dato la sensazione di poter segnare. E poi quell’attacco che tra centravanti a digiuno e seconde punte poco brillanti continua a essere il tallone d’Achille di questa squadra che a gennaio ha bisogno di svoltare anche se Gasperini crede poco al mercato “di riparazione”. Il mese di dicembre dirà la verità sulle reali ambizioni del club. Questo l’articolo de “Il Tempo”
