CANDELA – Vincent Candela, uno che lo scudetto con la maglia giallorossa lo ha già conquistato è intervenuto ai microfoni di Radio anch’io sport su Rai Radio 1, dove ha analizzato il momento della squadra di Gian Piero Gasperini dopo il big match contro l’Inter. Candela ha promosso il percorso dei giallorossi, soffermandosi anche sulle prestazioni di Dybala e Koné, sul paragone con la Roma campione d’Italia del 2001 e sul futuro della Nazionale italiana.
Sulla corsa Scudetto tra Roma e Inter, il lavoro di Gasperini e le prestazioni di Dybala e Koné? “Roma e Inter ci hanno regalato un grande calcio, una grande bellezza. Sono le due squadre che giocano per lo scudetto. L’Inter ha una rosa ampia, ma con Gasperini se la gioca fino alla fine. Questa Roma è da scudetto, può dare fastidio all’Inter che è la più forte. Dybala mi fa ricordare i top player del mio tempo, Koné ha personalità e carisma. Penso che la Roma sia l’unica squadra che può lottare con l’Inter. Ha un gruppo molto forte e coeso”.
Dybala le ricorda Totti? “Mi fa ricordare Totti, Zidane, Baggio. Loro hanno fatto la storia del calcio, però a volte Dybala fa dei gesti che non si vedono più nel mondo del calcio”.
Ha vinto uno scudetto con la Roma di Capello. Ci sono delle analogie tra quella squadra e questa Roma? Quali possono essere i punti di contatto? “Penso che il punto principale sia il gruppo. Noi avevamo un gruppo importante, molto unito. Io spesso vado a Trigoria, guardo gli allenamenti e parlo con loro: vedo un po’ la stessa cosa. C’è un gruppo compatto, dove chi entra è all’altezza di chi esce. Questo mi fa pensare alla nostra Roma: eravamo uniti e anche chi subentrava, penso a Nakata stesso, Mangone o Di Francesco, era importante per la squadra. Anche oggi vedo la stessa situazione: chi entra durante le partite dà il proprio contributo ed è coinvolto. Non vedo polemiche e non è una cosa scontata. Non è automatico che chi sta in panchina faccia il tifo per la squadra e per i compagni. Quello che ho percepito è che la Roma ha un unico obiettivo e che tutti stanno lavorando insieme per raggiungerlo”.
Sulla Nazionale italiana e la ripartenza dai giovani? “L’Italia è un patrimonio del calcio, spero ricostruisca le sue radici che per un po’ di anni si sono perse. L’Italia ha il calcio nel sangue, Mancini ha l’esperienza. Adesso ci vorrà un po’ di tempo perché si riparte dai giovani”.
