ATALANTA-ROMA CALVARESE – Continuano le polemiche per il rigore assegnato sul fallo di Pasalic ai danni di Koné, poi revocato durante la On Field Review. La discussione non aveva suscitato particolare interesse, fino al momento in cui Ranieri si è presentato ai microfoni di DAZN. Il tecnico non è intervenuto sulla gravità dell’intervento in area, ma ha avuto un diverbio con l’opinionista Luca Marelli circa il rispetto del protocollo VAR. Il regolamento prevede che il direttore di gara possa essere chiamato a rivedere l’azione solo in caso di “chiaro ed evidente errore”, come in occasione della simulazione di Theo Hernandez durante Milan-Feyenoord. In quella situazione l’arbitro revocò il rigore, per poi assegnare il secondo cartellino giallo al terzino francese per simulazione.
L’ex arbitro Gianpaolo Calvarese, molto attivo sui social, ha commentato l’episodio su X, e le sue parole sono ben chiare:
“Il contatto c’è col ginocchio, ma sembra lieve. Ma se dal campo ci sta non dare rigore, in altre occasioni simili il VAR non è intervenuto: manca uniformità”.
Un rigore molto generoso quindi, ma da assegnare sul campo. Il concetto di uniformità è molto complicato da applicare, a causa della mancanza di una definizione del concetto “chiaro ed evidente errore dell’arbitro”, che comporta un’incoerenza nell’operato dei direttori di gara e della sala VAR, come nel caso di Monza-Roma, quando Kyriakopoulos atterrò sul piede di Baldanzi. Articolo a cura di Gabriele Silvestro
