18 Settembre 2026
Roma
Women

Roma Femminile, Rossettini: “La vittoria non è mai scontata, ma ce la godiamo. Questa città ci ha sostenuto sempre”

LUCA ROSSETTINI SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

ROMA FEMMINILE – Intervenuto a Rai Sport, il tecnico della Roma, Luca Rossettini, ha parlato al termine della gara del Tre Fontane. Queste le sue parole:

Che cosa è successo con l’infortunio?
«Per chiederle come stesse e l’abbiamo visto anche noi: era in lacrime e ha detto “è rotto, è rotto”. Dispiace, è un momento di festa, non sono cose piacevoli, però sono cose che succedono, fanno parte del calcio. Lavoriamo al meglio e speriamo che non sia niente».

Che emozione sta provando dopo lo scudetto?
«È il coronamento di un lavoro iniziato quest’estate, in mezzo a mille dubbi. Non ci dava credito nessuno, siamo ripartiti con un progetto nuovo, con tantissime incognite, io per primo, in un’esperienza totalmente nuova. Però ho trovato un gruppo di lavoro, oltre alle giocatrici, uno staff, la società, un ambiente straordinario che mi ha dato fiducia e supporto anche nei momenti più particolari. Sono orgoglioso, sono orgoglioso delle mie giocatrici. Siamo arrivati in fondo a tutto, adesso ci aspettano una finale di Coppa Italia e le ultime due partite di campionato, vogliamo concludere nel migliore dei modi perché lo merita questo pubblico incredibile, questo club e questa città che ci ha sostenuto sempre».

Vuole dedicare questa vittoria a qualcuno?
«Se posso vorrei fare tre dediche. La prima è a mia moglie Valentina e ai miei figli, perché senza il loro supporto non avrei potuto fare tutto questo. Mi hanno dato la tranquillità di stare lontano da casa ed è una gioia grandissima. La seconda è per Davide Astori, che è stata una persona importante per la mia vita calcistica e umana: ho promesso alla famiglia di ricordarlo ogni volta che potevo. E anche per un mio ex compagno che ci ha lasciato da poco, Alex Manninger. La terza dedica è a questa gente, a questi colori incredibili che mi hanno segnato il cuore tanti anni fa, nel 2007, quando sono entrato per la prima volta all’Olimpico. Sentire l’inno è qualcosa che mi ha accompagnato sempre, anche nella vita privata. Essere qui oggi e viverlo da protagonista è qualcosa di unico».

Si aspettava di arrivare fino a qui?
«Si lavora per questo, con standard alti, puntando al massimo. Però la vittoria non è mai scontata, dipende da tanti fattori e oggi si sono incastrati tutti: società, staff, gruppo. Ho vissuto tante delusioni nella mia carriera e probabilmente erano step per arrivare a questo traguardo. Adesso ce lo godiamo, festeggeremo con la nostra gente e poi penseremo alla finale di Coppa Italia per provare a fare qualcosa di ancora più straordinario».

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