ALDAIR – Aldair ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport parlando della sua esperienza con la AS Roma, del derby della Capitale e anche dell’attuale momento vissuto dalla squadra di Gian Piero Gasperini.
L’ex difensore brasiliano ha ricordato il suo arrivo a Roma e le difficoltà iniziali di ambientamento: “Roma è talmente grande, immensa, per capire certe cose ci ho messo almeno tre anni. I primi cinque mesi, poi, non sono stati semplici, ci è voluto un po’ ad adattarmi. All’epoca era un calcio diverso, tre soli stranieri e tutti italiani. Arrivai con Ottavio Bianchi, Dino Viola e Mascetti, dopo aver perso la finale di Champions, e mi aiutarono molto a inserirmi Giuseppe Giannini, Sebastiano Nela e Antonio Tempestilli. Ma la Roma si aspettava di aver preso un marcatore, mentre a me piaceva uscire palla al piede. Ho giocato così fin da piccolo, anche in Nazionale avrò fatto impazzire qualche allenatore”.
Aldair ha poi raccontato alcuni aneddoti legati allo spogliatoio giallorosso: “Per carattere difficilmente litigo, ma a volte è successo proprio con Giannini: non gli piaceva che lanciassi lungo di esterno. E poi gli allenatori: Vujadin Boškov mi chiamava ‘biondino’ e non so perché, con Zdeněk Zeman invece non è vero che litigavamo. Semplicemente lui voleva che giocassi qualche metro più avanti e io invece qualche metro più indietro. Di lui ricordo la grande fatica in ritiro: per me l’allenamento è con la palla, non senza. Diciamo che del calcio mi manca lo spogliatoio, non certo i ritiri”.
L’ex centrale brasiliano ha poi confermato di aver ricevuto offerte dalla Lazio senza però mai pensare davvero di lasciare la Roma: “Rischiato no, perché non avrei mai potuto tradire la Roma. Ma è vero che Sergio Cragnotti mi voleva e che la Lazio mi fece un’offerta. Che io però rifiutai. Come ne rifiutai altre di altri club che mi cercarono”.
Inevitabile poi un passaggio sul derby della Capitale: “Il più bello è stato sicuramente quello del 3-0 con Carlo Mazzone. Il momento più brutto invece quando abbiamo perso quattro derby di fila, anche se io ne giocai uno solo. L’attaccante della Lazio più difficile da marcare? Direi Alen Bokšić: mi faceva girare la testa”.
Infine Aldair si è soffermato sull’attuale Roma e sul lavoro di Gasperini: “Ha un buon allenatore, che forse si aspettava qualche giocatore che è arrivato invece un po’ tardi. La squadra è buona, è importante che la società abbia dato fiducia al tecnico. Anche Fabio Capello il primo anno fu in difficoltà, poi con acquisti come Gabriel Batistuta, Walter Samuel ed Emerson la squadra è migliorata e ha vinto lo scudetto”.
