17 Settembre 2026
Roma
Hanno detto

Lucchesi: “La Roma ha colmato il gap con l’Inter e le altre. In Champions per merito, giusto credere allo scudetto”

LUCCHESI – Fabrizio Lucchesi, dg della Roma del terzo scudetto e oggi ds del Guidonia Montecelio, è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno 101.5 FM in vista di Roma-Inter. Queste le sue parole:

Quali sono le ambizioni con il suo Guidonia Montecelio? 
“Direi di entrare nei playoff. Se riuscissimo ad arrivare ai playoff sarebbe un sogno, un altro scalino che si sale nella scala della crescita”.

Ecco, a proposito di sogni, invece, secondo lei che sogno può coltivare la Roma?
“È giusto sperare, è giusto crederci. Prima di tutto perché sperare e crederci sono due cose diverse. Sperare sempre; crederci quando hai delle oggettive dimostrazioni che hai dei valori. Allora lì diventa un crederci. Si sogna quando vedi che ci sono riscontri. Oggi il tifoso della Roma può appena sperare, perché in questo momento la Roma si sta esprimendo su livelli top, di vertice. Ci sono 35 partite ancora da giocare, ma quello che ha oggi se lo merita. Ecco, credo che la Roma possa primeggiare. Mi piace questa espressione: stare tra i primi”.

Qual è il suo giudizio sull’allestimento di questa squadra e sulla campagna di rafforzamento della Roma di quest’anno?
“È stata fatta innanzitutto una scelta strategica. Il riferimento è stato individuato, scelto e deciso: dare fiducia ai dettami di Gasperini, al suo pensiero e alle sue idee programmatiche. È stato cercato di allestire, devo dire con successo, dei profili adatti: non solo capaci, ma anche adatti a quel tipo di gioco, per quello che si poteva fare con le difficoltà che comunque la Roma aveva all’inizio del mercato. Sono arrivati tutti buoni giocatori. Un campionato è molto lungo, poi ci sono le altre competizioni: ci vuole anche una rosa titolare un po’ lunga. Su questo ambito la Roma dovrà dimostrare di essere alla pari delle altre squadre competitive, perché quando la stagione sarà nel vivo, si giocherà spesso e ci sarà bisogno di tutti”.

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L’ESULTANZA URLO DI GIAN PIERO GASPERINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Degli acquisti fatti in estate c’è qualche giocatore in particolare che le piace?
“Non mi piace entrare troppo nello specifico, perché non è carino da parte mia dare giudizi sulle individualità. Ti dico che secondo me hanno fatto un buon mercato, hanno fatto anche qualche operazione per giocatori funzionali. Preferisco dire che hanno fatto un lavoro che mi è piaciuto”.

Secondo lei Gasperini, a tal proposito, crede di essere più competitivo rispetto allo scorso anno?
“Credo che la rosa sia stata migliorata. Non sono convinto ci siano 17-18 titolari, però 14-15 forse sì. A un certo punto poi sono i piccoli dettagli a fare punti e i campionati si decidono per un punto o per due punti, quindi sono dettagli che non vanno trascurati. La Roma si è migliorata rispetto all’anno scorso, con giocatori più mirati e più funzionali. Gasperini ha chiesto esperienza e responsabilità, quindi la società ha fatto la sua parte. I tifosi la loro parte l’hanno fatta anche l’anno scorso, e anche l’anno prima, mi sembra di ricordare: sono circa 60 le partite consecutive in cui la Roma ha fatto sold out allo stadio. Il tifoso ha dato fiducia ancora prima, agli albori di questo progetto, che ora cominciamo a vedere con un po’ più di soddisfazione in termini di continuità. In questo momento l’Inter ha qualcosina in più di tutti, ancora, però il campionato è lungo, sia nel bene sia nel male, e può succedere di tutto”.

Lei dice che l’Inter ha qualcosa in più, ma la differenza di valori secondo lei si è accorciata? Cioè, la Roma si è avvicinata e di quanto all’Inter?
“Rispetto all’anno scorso, in parte, è stato colmato. La Roma l’ha fatto più di altre squadre. Poi, però, il campionato è fatto di tante piccole cose, non è solo la sommatoria dei valori sportivi. Come si gestiscono i momenti di difficoltà spesso fa la differenza in una stagione, perché prima o dopo tutti hanno un momento di flessione: qualche volta accusi di più la sfortuna, il giocatore che si infortuna, piuttosto che il momento sbagliato. Sono tanti piccoli momenti”.

Rispetto invece alle altre squadre, come si colloca la Roma? Stiamo assistendo, per esempio, alla favola del Como, mentre Milan e Juventus soprattutto stanno palesando delle difficoltà. Sono un po’ cambiate le gerarchie in questo campionato?
“Ma io credo che in questo momento sia un po’ prematuro fare una classifica in termini assoluti. Si può dire in termini relativi, perché prima facevamo il paragone tra la Roma di quest’anno e quella dell’anno scorso. La Roma si è migliorata. Il problema è che ancora, per motivi diversi, le squadre competitor non hanno trovato il regime, non hanno trovato continuità e quindi non stanno esprimendo tutto il loro potenziale. Per avere un’idea un po’ più precisa devo aspettare un mesetto o due e poi, a quel punto, lo vedremo. Sono curioso di vedere la partita di domenica. Nel bene e nel male, non dirà niente di definitivo, però un’idea te la dà quando ti confronti”.

Quanto Gasperini, secondo lei, sta facendo rendere oltre le aspettative una squadra come la Roma?
“Sicuramente incide il lavoro dell’allenatore, lo si vede anche da tante piccole cose. Poi però, a un certo punto, la differenza la fanno i giocatori. È l’ultimo salto di qualità, quello che ti pone in cima alle graduatorie, quello che ti permette di primeggiare e stare veramente tra i migliori in modo solido, continuativo e forte. Non basta più avere dei buoni giocatori, degli ottimi giocatori: ci vogliono anche dei campioni. Quelli poi fanno la differenza, quelli che in qualche caso ti risolvono la partita. Allora lì sei a un livello veramente top, dove ti misuri veramente con i numeri”.

A proposito di questo, quali sono i giocatori top in questo momento della Roma?
“Di giocatori top la Roma ne ha. Per stare più su, però, come oggi, ne ha bisogno ancora di qualcuno in più, perché altrimenti non ce la fai. La stagione è lunga, ci sono tante partite, gli avvicendamenti, le partite storte che per risolvere hanno bisogno del colpo del giocatore. Per stare poi tra i grandi in modo stabile ci vogliono quelli che ci sono più qualcun altro. La Roma oggi non ha più bisogno di fare un mercato di tanti giocatori: ha bisogno di qualche giocatore tutti gli anni, ma che sia un top player. I dettami tecnico-tattici sono fondamentali, ma spesso e volentieri il campione vede la giocata quando neanche dalla tribuna l’allenatore l’ha ancora vista, proprio perché la differenza la fanno le piccole cose, che poi sono grandi gesti e sono tipici dei grandi giocatori”.

Che ruolo può avere la Roma in Champions League?
“Sicuramente ci sta per merito e ci sta, secondo me, bene. Chiaramente è un po’ presto anche lì per dirlo, perché non conosciamo ancora, non abbiamo visto sul campo le squadre. Quindi si tratta di scoprire un po’. Però lo stimolo è forte: dopo sette-otto anni che non partecipavi, hai una città straordinaria e una tifoseria incredibile, con 70.000 persone allo stadio tutte le partite. Sono energie importanti, anche se poi le partite saranno ravvicinate e sarà molto impegnativo. Quindi diamo fiducia, lasciamo lavorare e vediamo. I conti si fanno sempre alla fine”.

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