CANDELA ROMA – Ospite del settimanale Sportweek, Candela ha stilato la sua personale Top XI, composta da suoi ex compagni. Ovviamente la formazione si divide tra la Nazionale francese e l’AS Roma, con i quali ha vinto rispettivamente i Mondiali del 1998 e lo Scudetto del 2001.
Per la fascia destra non poteva che scegliere Cafù: “In campo strillava: inizialmente pensavamo che stesse male, invece era semplicemente il suo modo per reclamare la palla. Sempre allegro, il migliore al mondo nel suo ruolo”.
In difesa, a fianco di Lilian Thuram, ecco Samuel: “Guerriero silenzioso, non parlava mai. Però durante un viaggio in aereo Messico-Roma sono riuscito anche a farlo scherzare. Insuperabile”.
A Centrocampo con Zidane e Djorkaeff, sceglie l’unico romanista in lista a non aver vinto lo Scudetto, De Rossi: “L’ho visto crescere: era il più piccolino a Roma, ma Totti e io lo portavamo sempre con noi. Avevamo capito in anticipo quanto fosse forte”.
In attacco, con Henry, non possono mancare Totti…”Un fratello. Zeman e Capello dicevano che bastavano Candela-Totti e Totti-Candela. Giocavamo sempre insieme: che partite a calcio tennis fino a tarda sera”.
…e Batistuta: “Re Leone, bello come il sole. Non era divertente, ma era molto professionale e letale in campo. Una macchina da guerra”.
Allenatore? Senza dubbio, Capello: “Passa per essere un sergente di ferro, ma con me è stato sempre amorevole. Mi ha trattato come un figlio”. Articolo di Gabriele Silvestro.

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