18 Settembre 2026
Roma
Hanno detto

Capradossi celebra il primo gol con l’Uganda e confessa: “La Roma è sempre nel mio cuore”

I TIFOSI DELLA ROMA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

CAPRADOSSI –  Elio Capradossi, ex difensore della Roma, ha raccontato a La Gazzetta dello Sport il suo passaggio dalla nazionale italiana a quella dell’Uganda. Dopo aver vestito l’azzurro fino all’Under 21, Capradossi ha scelto di rappresentare la nazionale africana, segnando recentemente il suo primo gol con la maglia maggiore contro il Mozambico. “Segnare con l’Uganda è stata una delle emozioni più intense della mia carriera. Guardo ancora le partite della Roma”, ha confessato. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni.

Che effetto fa, Elio, a 29 anni?
Emozionante. Siamo in corsa per qualcosa di grande, che in questo Paese non avrebbero mai potuto immaginare fino a pochi mesi fa, Ma anche se non dovessimo farcela, vivremmo comunque la fase finale della Coppa d’Africa a dicembre. Il calcio sta crescendo anche quaggiù“.

Da che tipo di calciatori è composta la nazionale ugandese?
Sono tutti professionisti. Alcuni giocano in Europa, non solo nei campionati minori: c’è anche chi ha raggiunto la B inglese… Il livello è molto più alto di quanto pensassi“.

E con la lingua come si fa?
La lingua ufficiale è l’inglese. Parliamo di una colonia britannica“.

Perché ha deciso di vivere questa avventura?
Per due motivi. Il primo è che l’Africa è dentro di me, rappresenta le origini di metà della famiglia. Il secondo è l’avventura professionale, che può farmi crescere come uomo. Non ho figli, posso viaggiare liberamente. Certo, è faticoso. Ma ne vale la pena“.

Quante ore di volo servono per raggiungere l’Uganda?
Considerando gli scali, devi calcolarne circa 15“.

Cosa ha scoperto vivendo questa esperienza?
Ho conosciuto meglio il continente. È elettrizzante, per certi versi. Quando sono a Kampala giro poco per le strade, perché la nazionale resta chiusa nel centro sportivo sotto stretta vigilanza. Ma avverto nitidamente la differenza enorme tra i pochi ricchi e i tanti poveri. Non esiste la classe media, è stata spazzata via“.

E la gente come vive il calcio?
Con enorme passione. La partita non è soltanto un evento sportivo, è uno spettacolo di intrattenimento che coinvolge la cittadinanza. A chi non è mai stato in uno stadio africano, consiglio di provare: tra canti, balli e vuvuzela, che ricorderete dal Mondiale sudafricano, il frastuono è garantito“.

Cosa ha provato quando ha segnato per l’Uganda?
Una delle emozioni più intense della mia carriera. Da difensore non ho tante occasioni per festeggiare. Averlo fatto con questa maglia è speciale“.

Un’altra emozione?
La partita da titolare che ho giocato in Serie A con la Roma, a Cagliari. Allenatore Di Francesco”.

Risultato?
Abbiamo vinto 1-0. Certe cose non si dimenticano“.

Guardandosi indietro, ha qualche rimpianto?
“No. Sono contento di quello che ho raggiunto. Il mio sogno era giocare nella Roma e vivere una carriera da professionista. Avrei potuto guadagnare di più? Non lo so, non ci penso, mi basta quello che ho“.

La passione per la Roma è rimasta, a quanto pare
Totale. Anche adesso che gioco in Romania, nell’Universitatea Cluj, mi organizzo per guardare le partite. Di carattere non sono un tifoso esagitato ma esulto e mi inalbero, questo sì. Speriamo che vada tutto bene, quest’anno: la squadra è forte“.

Ma Capradossi si sente italiano o ugandese?
Il mio cuore è diviso a metà. C’è spazio per diversi sentimenti dentro di me“.

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