CONFERENZA STAMPA GASPERINI – Tra poco minuti parlerà in conferenza stampa il tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini per presentare la sfida in programma domani contro il Bologna allo Stadio Renato Dall’Ara. Dopo aver ricevuto la conferema da parte della società giallorossa, i giallorossi sono chiamati a fare un finale di stagione importante per poter sperare in un posto in Champions.
Sull’addio di Ranieri e il comunicato: “Mi vengono in mente due cose. La prima è che la fiducia da parte della società non mi è mai mancata. Fin dal primo giorno, fin dal nostro primo incontro, ho sempre sentito il loro sostegno e la loro fiducia. Questo è fondamentale per lavorare al meglio. La seconda cosa che mi sembra molto importante nel comunicato è che la Roma è davanti a tutto”
Su cosa gli ha fatto più male delle parole di Ranieri: “No, dispiaciuto no, non ho mai avuto questa sensazione. È stata una situazione molto dura, molto forte, ma non c’era mai stata una cosa del genere, assolutamente, né in altri incontri né personalmente. Questo sicuramente è l’unica cosa, mi ha sorpreso”
Sul crescere dentro Trigoria: “Dentro Trigoria” perché Trigoria è il centro dove si fa calcio, dove si deve fare calcio, e dove spero si faccia calcio. Io cerco solamente di fare calcio. Tutte le altre questioni, io sono fuori e non le affronto, non ne parlo. L’unico obiettivo per me è fare calcio qua dentro, stop. Tutto il resto delle altre componenti mi sembra a un livello superiore. Mi riferisco alla presenza di uno stadio sempre pieno di tifosi, alla città che ci segue, ma anche a voi che seguite con passione. Però vorrei che anche voi finalmente tornaste a parlare di calcio. Io di altro non parlo, non so più come dirlo, e non voglio essere coinvolto in queste discussioni. Io sono stato tirato dentro, ma quello che voglio fare è parlare di calcio. Spero che anche voi, e tutta la gente, torniate a parlare di gioco, di squadre, di risultati, di giocatori, di quello che si può fare per dare soddisfazione a questa passione che c’è”
Su Dybala: “Dall’inizio mi sembra molto difficile. Paulo ha ricominciato a lavorare questa settimana dopo oltre 80 giorni, quasi 90. Quindi, no, dall’inizio lo escludo. Per uno che rientra dopo così tanto tempo, non è facile partire subito. Speriamo, mi auguro, che possa entrare a gara in corso. Però ormai siamo sulla strada giusta, è più una questione di abitudine e fiducia, la sua nel giocare. Non è una questione di condizione, ma proprio di calciare, di tirare, di contrastare. Sono cose che sono veramente difficili dopo essere stati fermi così tanto”
Su come si è finiti a questa situazione: “Le vicende sono state quelle un po’ sotto gli occhi di tutti, fine. Non è una cosa che mi sento di commentare. Io sono stato fuori. Non partecipo a questa macchina del fango che giornalmente ormai è attivissima, gira 10.000 giri al giorno. Continuo a lavorare sulla squadra e a cercare di fare bene domani”
Se in Italia un allenatore può svolgere il ruolo di manager all’inglese: “Io credo che più che mai c’è bisogno di lavorare di squadra. Se chiediamo alla squadra di distinguersi per la capacità dei giocatori, di adattarsi a ruoli, di giocare insieme, di raggiungere i traguardi insieme, di lavorare insieme per i risultati e per il bene comune della squadra, più che mai, anche in sede di mercato, l’allenatore deve fare il suo ruolo, ma deve essere complementare con il direttore sportivo. Quando iniziano a esserci, oggi credo, rispetto al passato, situazioni che bisogna saper affrontare insieme, con le caratteristiche giuste. Arrivo a pensare che il direttore sportivo e l’allenatore dovrebbero essere responsabili insieme, nel bene e nel male, dei risultati e della formazione di una squadra. Quindi quasi dovrebbero viaggiare in coppia. Molto spesso, soprattutto in passato, è successo che magari i direttori sportivi parlavano con l’allenatore, poi andavano a telefonare a un altro allenatore dietro e gli dicevano ‘attento, sei pronto’. E c’era un disguido incredibile, oppure che l’allenatore doveva essere quello che allenava la squadra e il direttore sportivo il dirigente che faceva il suo lavoro. Credo che oggi sia molto diverso. Anche con le proprietà, che devono essere coinvolte, perché i numeri sono veramente tanti e le decisioni sono molto importanti. La capacità di fare squadra è determinante. Bisogna capire le esigenze del mercato, le difficoltà che i direttori sportivi incontrano sul mercato, e i direttori sportivi devono capire le esigenze degli allenatori per costruire delle squadre e arrivare a ciò che chiedono, con l’obiettivo unico di migliorare la squadra”
Sul rapporto con Massara: “Questo io non lo so. Ricky posso dirvi che è una bravissima persona, posso dire che sotto l’aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere un, come dire, un collante, un feeling, probabilmente, ma però sempre e solo riferiti alla squadra. Non c’è mai stato niente di personale, sempre solo riferiti a quelle che erano le richieste, magari per giocare un po’ diverso da quello che si poteva pensare, ma sempre professionali, mai personali. Questo decide la società, non sono io a decidere”
Se le è mancato parlare di calcio: “Sì, però avrei voluto parlare molto di più di calcio, sì. Sì, sì, starei tutta la giornata a parlare di calcio. Quindi anche con voi, tante volte ci si ferma. Quando si parla di calcio, non fa sempre piacere. È una deformazione ormai, però in quello è anche molto più piacevole, no? Ci si tolgono tanti veleni, tante cose. Io lo ritengo fondamentale, questo, confrontarsi continuamente. Ci si capisce, ci si conosce anche magari di più. Non sono interessato ad altre cose, a situazioni diverse. Io non devo mettere uomini, non devo mettere altre situazioni. Devo semplicemente parlare di calcio e confrontarmi per cercare di migliorare la squadra”
Se c’è un obiettivo minimo: “No, non c’è, però pensiamo ancora. Guardiamo ancora avanti, poi quando non riusciremo più a guardare avanti ci accontenteremo di altre cose”
Se è stato già pianificato il futuro: “Al momento è sempre buono. Se si vincesse è ancora in tempo, probabilmente. Però è chiaro che man mano che passano le giornate i margini di errore diminuiscono, quindi non si può sbagliare sotto questo aspetto. Sul resto no, perché siamo impegnati ancora in questo campionato e dobbiamo essere impegnati fino al 24 maggio e quindi però è anche vero che quando riterrà opportuno la società bisognerà poi pensare al futuro”
Sul poco feeling con Massara: “Io ho sempre rispetto per il lavoro. Non è che non fossi contento dell’operato del direttore sportivo, ho sempre lasciato grande libertà. Ho sempre detto: “L’hai visto? Io certi giocatori non li conosco, l’hai visti, ti piacciono, prendili”. Quindi non c’è mai stata una chiusura su nessuno. Ho sempre cercato di vedere le mie caratteristiche, ma questa è una cosa che sapete da luglio-agosto. Ho detto, da quando sono arrivato il primo giorno: “Rinforziamoci davanti, che questa è una squadra forte”. Non mi sembra una richiesta straordinaria, mi sembra abbastanza comune per un allenatore nuovo, appena arrivato, che magari ha un modo diverso di giocare e che fa una richiesta del genere. Su tutto il resto non ho mai messo veti o cose simili, assolutamente. Quando si dice condivisi, sì, ma non era una cosa così importante, o meglio, lo era, ma non ero in grado di dire: “Se l’hai visto, ti piace, prendilo”. Non ho mai negato a nessuno il suo lavoro. Su quello ho sempre cercato di insistere, perché ritenevo che questa squadra fosse in una bella situazione, se riuscivamo a completare il reparto. Poi non è che non sia stato fatto, ma lì era il punto focale della mia richiesta. È così difficile da capire, così prorogata, che può creare tutta questa situazione?”
Sulla fase difensiva: “No, la squadra è stata straordinaria, si è vista nel complesso del campionato. Poi abbiamo avuto un periodo in cui farci gol era veramente difficile, eravamo una delle migliori difese. Abbiamo avuto un altro periodo, ma nell’arco del campionato ci sta. Globalmente, se valuto le 33 partite che abbiamo giocato, io penso che il rendimento difensivo sia stato di assoluto livello”
Sul perché non è arrivato Sancho: “Non si poteva fare perchè giustamente la proprietà non voleva. Punto”
Sulla sfida con il Bologna: “No, la squadra ha fatto tante cose buone, certo qualche errore, ma tante cose buone. Globalmente, le due partite sono state due ottime partite, a parte l’Atalanta. Credo che nelle due partite abbiamo fatto probabilmente anche di più. Abbiamo perso ai supplementari in un momento in cui la squadra comunque ha fatto una partita molto buona, sia nel ritorno che nell’andata, in rimonta. Ci siamo dovuti sempre trovare e dover rimontare, anche nel ritorno, prima dall’1-0, poi dopo sul 3-1. La prestazione per me è stata, sono state due prestazioni veramente di livello e buone. Poi ai supplementari c’è stato il gol, e ci sta, perché sono due partite equilibrate. Il Bologna è un’ottima squadra, organizzata, con una panchina importante, abituata perché l’anno scorso faceva la Champions. E anche in quella partita sono stati indubbiamente bravi. Però io credo che quella Roma abbia fatto due partite molto forti, come è stata molto forte anche la partita con l’Atalanta. Quindi, se vado alle ultime prestazioni, compresa quella dell’ultima che abbiamo giocato, credo che questa squadra mi abbia dato soddisfazione”
