FERRERO – Intervistato a Belve, Massimo Ferrero, ex presidente della Sampdoria, è tornato a parlare della Roma e non solo. Sul suo rimpianto nel mondo del calcio: “Il mio sogno era comprarmi la Roma”. Sull’essere odiato dai tifosi, l’ex Sampdoria ha risposto così: “Non hanno mai accettato la mia romanità. So’ andato via e gli ho detto ‘me rimpiangerete’, e mo’ me rimpiangono pe’ davero. I tifosi non sono i padroni delle squadre”.
Ferrero ha definito poi l’inno della Sampdoria “brutto”, ribadendo: “Beh, due p… Devi partire alla riscossa in campo, co’ quella noia ma come fai, vuoi mette quello della Roma?”. Ha però ammesso: “Potevo essere più diplomatico”.
Durante l’intervista, spazio anche alla vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto nel 2021 e da cui è stato successivamente prosciolto: “Hanno voluto fermarmi. Ero circondato de ladroni. Non ci credevo, mi è crollato il mondo. Ai miei figli ho detto che era tutto un film”.
Fagnani ha ricordato l’episodio su Erick Thohir, allora presidente dell’Inter, come “quel filippino” (nonostante fosse indonesiano): “Perché ce l’avevo dentro casa un filippino”, si è giustificato con ironia, così come Marco Giampaolo, che lo definì come “un rancoroso dio del Vecchio Testamento”, Ferrero ha concluso: “Magari, se ero Dio non stavo qua. Questa frase l’ha letta da qualche parte perché quello mica ce l’ha tutta sta intelligenza!”.
