GOSENS – Lo ha avuto a lungo come tecnico quando militava nell’Atalanta. E di un concetto è sicuro: gli devo molto. Robin Gosens conserva un ottimo ricordo dell’attuale tecnico della Roma Gian Piero Gasperini. E, in un’intervista a Sky Sport, si profonde in molteplici e sinceri ringraziamenti verso il neotecnico della Roma. Ritmi? Elevati? Fatica? Molta. Ma, assicura, ne è valsa la pena. “Mi viene in mente immediatamente la fatica incredibile che ho vissuto nei miei ritiri con lui – esordisce – anche se sono passati ormai cinque anni, sento ancora nelle gambe quella stanchezza“. Nel suo diario dei ricordi, una pagina è tutta dedicata al primo giorno in cui andò in ritiro con il tecnico giallorosso: “Ero talmente stremato – prosegue – che la sera riuscivo a malapena a mangiare e andavo subito a dormire sperando di riprendermi in tempo per il giorno dopo. Non so se abbia nel frattempo cambiato metodi, ma conoscendolo non credo affatto, è semplicemente il suo modo di preparare i giocatori”. Un modo che, garantisce e almeno sulla base del suo esempio personale, ha funzionato eccome. “Gli devo tantissimo – prosegue – mi ha reso il calciatore che sono oggi, è un tecnico eccezionale, tra i pochi capaci di imprimere alla propria squadra un’identità riconoscibile ovunque”. E, per dimostrare che il suo ricordo non è confinabile all’ambito strettamente professionale ma profuma anche d’affetto, aggiunge: “mi auguro con tutto il cuore che riesca a ottenere grandi successi anche con una piazza prestigiosa come Roma, anche se ovviamente ci saremo anche noi e altre squadre a mettergli i bastoni tra le ruote”.
Gosens, i suoi trascorsi e le sue caratteristiche
Cresciuto in VFL Rhede e Vitesse, l’olandese Gosens ha mosso i primi passi da professionista con Dordrecht e Heracles Almelo e nel 2017 si è visto spalancare le porte del calcio italiano con i colori dell’Atalanta a cui ha lasciato un’eredità di 121 presenze e venticinque reti. Il nerazzurro ha continuato a essergli cucito addosso anche quando è approdato all’ombra della Madonnina, sponda Inter, con 39 discese in campo e tre gol. La parentesi tedesca in Bundesliga con i colori dell’Union Berlino non gli ha fatto dimenticare l’Italia che per lui si è poi tinta del viola della Fiorentina, con un bilancio di trentadue presenze e cinque gol. Parallelamente ha contribuito, e non poco, alla causa della Germania scendendo in campo 24 volte e segnando due gol. Nei numeri di oggi, per sua stessa ammissione, il profumo dell’era Gasperini si sente forte e chiaro.
Articolo a cura di Cristiano Comelli

9 Comments