JUVENTUS-ROMA SPALLETTI – I giallorossi sprecano l’occasione di allungare in classifica sui bianconeri. All’Allianz Stadium di Torino, la squadra di Gian Piero Gasperini esce sconfitta per 2-1, un risultato che consente alla Juventus di ridurre il distacco a una sola lunghezza. Non convince l’attacco scelto dal tecnico giallorosso, tanto che nel corso della gara vengono cambiati tutti e tre gli interpreti offensivi. L’unica nota positiva arriva da Tommaso Baldanzi, apparso vivace e sempre più vicino a una possibile partenza in direzione Verona. Nel post partita ha parlato il tecnico bianconero Luciano Spalletti, che ha commentato la vittoria ottenuta dai suoi ragazzi. Ecco le sue parole:
Sulla partita: “La partita è una scatola vuota che va riempita di cose, e non la puoi riempire solo delle tue qualità. Ci vogliono anche quelle che non hai, e bisogna fare anche cose più scomode. Ad esempio, Yıldız nel secondo tempo è venuto giù e ha coperto quella fascia sinistra. I suoi avversari sanno quanto è forte più di lui stesso. Lui stesso non sa ancora come viene considerato dagli avversari che hanno una visione corretta della sua forza. Poi è venuto a fare un lavoro che non fa parte di lui, ma quando si gioca un calcio contro squadre di livello, contro squadre allenate bene, costruite da un punto di vista di allenatore che li mette bene in campo, più equilibrate, perché loro ti avvolgono poi anche con il terzo difensore, il quinto e il trequartista, vengono sempre in tre laggiù a palleggiare per superarti. Se non c’è anche la fase di copertura, la fase difensiva di calciatori come Yıldız o Conceição, poi loro ti scavano l’uomo in più e ti entrano. E Yıldız ha fatto bene. Zhegrova è un calciatore che questo non lo può fare, non lo sa fare. Quando lo porta a giocare sotto la metà campo non ha quella qualità lì. Poi se riesci a metterlo in condizione di fare gli uno contro uno a venti metri dalla linea di fondo, allora gli diventa più facile. Il problema è sempre lo stesso. Se io riesco a tenere la palla per permettergli di fare gli ultimi venti metri e basta, se non riesco a fare quello, poi si paga dazio nelle situazioni dove loro, come si è detto prima, riescono a far valere la loro continuità e il loro macinare i minuti della partita. Noi non maciniamo i minuti allo stesso modo. Ci sono momenti dove siamo in difficoltà, perdiamo palloni sanguinosi che potrebbero darci la possibilità di libertà. E poi, quando dobbiamo fare fase difensiva, se perdiamo i due metri di contatto, ad esempio arriviamo sempre tardi sui quinti e loro scavano la possibilità di tornare dall’altra parte. Non riuscirai mai a indirizzarli o a chiuderli. Una volta a destra, una volta a sinistra, poi ti mettono nella posizione libera e ripartono. Diventa difficile perché ti fanno consumare fatica nel doverti adeguare al loro controllo palla, anche se non sono stati estremamente pericolosi. Però nel primo tempo, come ritmo, come sostanza, come solidità e come continuità, li abbiamo sofferti. Poi, anche perché non siamo riusciti a ripartire in quei 10‑12 palloni riconquistati dove c’era la possibilità di ribaltare come sul palo di Yıldız, però questa loro pressione costante fa perdere lucidità. Ti mettono nelle condizioni di non avere grande fiato per ripartenze di 70 metri. Nel secondo tempo meglio, perché siamo stati più in partita, Yıldız è cresciuto e abbiamo avuto la possibilità di creare situazioni importanti, al di là di come poi le abbiamo portate dentro l’area di rigore”.
Juventus-Roma Spalletti: “Dobbiamo continuare a lavorare cosi”
Sul sacrificio della squadra: “È stata una cosa molto bella. Sì, ma non potrà mai farla in modo solido. In fase difensiva diventa una cosa “liquida” che non riesce ad avere perché non ha quelle caratteristiche lì. Ma un po’ l’ha fatto. Ne abbiamo parlato in conferenza stampa, ci siamo divertiti. A volte uno rientra in una posizione, ma poi c’è quella di doverti attaccare alla maglia dell’avversario perché è tutto un duello fisico, è tutto cercare la possibilità di fuga da queste mini prigioni che ti creano le squadre con ritmo e passo costante. Ma se ti manca sostanza e continuità, diventa dura”
Su cosa devono sognare i tifosi: “Senza sconti diretti vuol dire che tutte le partite sono difficili. Però è chiaro che vincere imparando delle cose, con squadre davanti che ti mostrano aspetti da cui puoi imparare, diventa un doppio salto di conoscenze e di fiducia. Le vittorie ti infondono fiducia e la consapevolezza di poter giocare alla pari con gli altri. Stasera abbiamo giocato alla pari, al di là delle interpretazioni tattiche; anche sul 2‑1, quando abbiamo recuperato palla siamo andati a ribaltarla. Questo è un dato importante che ci permette di lavorare e potenzialmente ottenere qualcosa in più”
