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Nainggolan: “Totti? Come dirigente può funzionare. Se Konè vale 60..”

RADJA NAINGGOLAN ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

NAINGGOLAN – In casa Roma, dopo le dichiarazioni di Claudio Ranieri giovedì scorso, cresce l’attesa per il ritorno di Francesco Totti in dirigenza. Un rientro molto atteso, che secondo alcuni potrebbe rappresentare un valore aggiunto per il club giallorosso. A confermarlo è stato Radja Nainggolan, ex compagno di squadra del Pupone, che intervistato da Manà Manà Sport ha espresso fiducia sulle capacità dell’ex capitano: secondo il belga, Totti potrebbe fare bene anche come dirigente, portando esperienza, conoscenza del club e carisma nello spogliatoio e nella gestione della squadra.

Come stai? Ancora stai giocando…
Ho fatto alcuni gol belli, avevo smesso per qualche mese ma mi mancava lo spogliatoio. Non avevo problemi e quindi perché smettere? Solo che ora ho altri obiettivi, gioco a casa con i giovani. Questa è la mia soddisfazione“.

Calarti in questa realtà è la stessa cosa rispetto a giocare a San Siro?
Buona domanda, non è facile rispondere. Qui devi provare a vivere in un certo modo per giocare bene, a me non è successo. Mi spingeva il pensare di essere più forte così mi mettevo in mostra con avversari forti. Credo di essere stato uno dei centrocampisti più forti ai tempi della Roma ma anche ai tempi di Cagliari. Deve piacerti il gioco, a me piace e quindi continuo. Mi diverto quando gioco con i ragazzi dell’età di mia figlia, mi piace mettermi in mostra. Quando farò fatica sarà giusto smettere, ma per ora sto bene. Secondo me sono anche da prima divisione, ma sappiamo che ora si punta molto sui giovani“.

A proposito di ex compagni, per te il ritorno di Totti è una piacionata oppure ha ha senso?
Parlo da suo amico e da persona neutrale. So che se si parla di Roma si parla di Totti. Sono stato all’Inter e lì c’era Zanetti vicepresidente, perché Totti non lo può fare? Con Totti ricresce il brand Roma, sarebbe interessante. Poi è un uomo di calcio, attaccato a Roma, non capisco perché non dovrebbe funzionare“.

Nainggolan in questa Serie A può giocare ancora?
Qualitativamente sì, perché il livello è basso (ride, ndr). Prendendo la Roma di oggi, quale giocatore attuale avrebbe giocato ai tempi nostri? Non per attaccare i romanisti attuali, ma il livello generale è questo. Per dire, Holm è andato alla Juve e all’epoca c’era Dani Alves. Questa è la qualità di oggi“.

Ai tempi di Spalletti come andò il cambio di ruolo?
La squadra è importante e lavoro per rendere la squadra più forte. Spalletti vide in me i gol e gli inserimenti, e mi mise dietro all’attaccante. Non era un ruolo alla Totti, ma dovevo fare prima pressione e fare gol/assist. Dovevo solo fare quello che facevo sempre ma facendo più gol“.

Ma se Koné vale 60 milioni, quale sarebbe stato il tuo valore?
150. Io sono andato all’Inter per 37“.

Cosa non ha funzionato?
A me piace il popolo vero, le persone casarecce. Andavo alle osterie, io ero così. Preferisco stare in famiglia e fare due chiacchiere con i tifosi. A Milano sei sempre in competizione e non mi sentivo a mio agio. I tifosi dell’Inter mi hanno voluto bene e io voglio bene all’Inter, ma io ero uno che viveva fuori dal campo. La prima domanda fu se fossi contento di essere arrivato all’Inter e io ero più triste di aver lasciato Roma. Sono poi andato via. Mi sentivo una persona importante e all’epoca Monchi mi chiedeva dei prossimi giocatori“.

C’è il rimpianto di non aver vinto nulla a Roma?
Sì, ma va detto che anche la Coppa Italia era difficile perché gli impegni erano tanti e molti non erano abituati. Il rimpianto c’è, non ho mai vinto niente e avrei voluto vedere la folla dopo un successo. Aver giocato la Champions per me è stata comunque una soddisfazione. Sì, la Roma ha vinto la ConferEnce ma all’epoca la Conference League. È come la Nations League, se dobbiamo inventare coppe per farle vincere è solo una roba di soldi“.

Chi chiami per giocare in porta? Alisson o Svilar?
Svilar che è belga (ride, ndr). Alisson è il più forte, è educato e si fece un anno di panchina a Roma. Dopo due mesi parlava italiano, è il più forte portiere con cui ho giocato. Con Svilar ci ho già giocato a calcetto ad Anversa e abbiamo vicini in comune“.

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Giornalista pubblicista dal 2025. Racconto il calcio in tutte le sue sfumature, con passione e rispetto per uno sport che considero un onore e un privilegio poter narrare ogni giorno

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