ROMA – Non c’è soltanto il mercato a tenere banco in casa Roma. Nelle prossime ore il club dovrà affrontare anche la delicata vicenda che riguarda una trentina di dipendenti trasferiti dagli uffici di Trigoria ai Roma Store. Come riferisce il Corriere della Sera, entro mercoledì la società sarà chiamata a rispondere alle diffide inviate dai legali dei lavoratori, un passaggio che potrebbe indirizzare gli sviluppi della vertenza. La decisione del club ha spinto le organizzazioni sindacali Filcams CGIL Roma e Lazio, Fisascat CISL Roma Capitale e Rieti e UILTuCS Roma e Lazio a intervenire ufficialmente, contestando soprattutto il cambio di mansioni assegnato ad alcuni dipendenti. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, personale impiegato per anni in attività amministrative, tecniche e professionali sarebbe stato destinato alla vendita del merchandising nei negozi ufficiali della società.
Roma, tutti i motivi
Tra i casi segnalati figurano anche quelli di alcuni giornalisti. Per i legali che seguono la vicenda esisterebbe una netta differenza tra l’attività editoriale svolta fino a oggi e quella commerciale prevista nei punti vendita, circostanza che potrebbe configurare un demansionamento. Sotto osservazione anche le modalità con cui il trasferimento è stato comunicato, avvenuto via email e senza un preventivo confronto con le rappresentanze sindacali. Nel frattempo i lavoratori hanno proclamato lo stato di agitazione. Se dalla risposta della Roma non dovessero arrivare aperture, la controversia potrebbe approdare davanti al giudice del lavoro. I primi ricorsi sono attesi dopo l’estate, anche se gli eventuali tempi della giustizia rischiano di allungarsi fino al 2028.
