ROMA-JUVENTUS – La Champions League non è soltanto un traguardo sportivo, ma una necessità economica vitale, soprattutto per la Roma e la Juventus. La sfida di questa sera assume quindi un valore doppio, se non triplo. Come evidenziato da La Gazzetta dello Sport, basta osservare i bilanci per comprenderne il peso: giallorossi e bianconeri figurano tra i club più in difficoltà dal punto di vista finanziario in Serie A. Il divario con altre realtà di vertice è evidente. Nelle ultime cinque stagioni, mentre società come il Napoli e l’Atalanta hanno registrato utili, Roma e Juventus hanno accumulato perdite complessive vicine a 1,5 miliardi di euro. Una cifra enorme, frutto di costi della rosa sproporzionati rispetto ai risultati sportivi, che ha reso necessari continui interventi da parte delle proprietà. Per quanto riguarda la Roma, dall’arrivo della presidenza The Friedkin Group, sono stati immessi complessivamente 824 milioni di euro per sostenere il club. La mancata qualificazione alla massima competizione europea ha inciso in maniera determinante: i premi ottenuti in Conference ed Europa League restano sensibilmente inferiori rispetto ai ricavi garantiti dalla Champions. Anche la Juventus, pur in un contesto differente legato alla fase successiva al ciclo di Cristiano Ronaldo, ha dovuto ricorrere a consistenti aumenti di capitale per far fronte alle perdite accumulate.
Le prospettive, tuttavia, mostrano segnali di miglioramento. Entrambi i club hanno avviato un percorso di risanamento, intervenendo in modo deciso sul contenimento dei costi: la Roma ha ridotto stipendi e ammortamenti per circa 80 milioni di euro, la Juventus per circa 150. Ma per consolidare questo processo e avvicinarsi all’autosufficienza economica, la qualificazione in Champions League rappresenta molto più di un obiettivo sportivo. È una condizione imprescindibile. La “musichetta” non significa soltanto prestigio: è la chiave per valorizzare il marchio, accrescere il valore della rosa e garantire stabilità finanziaria nel medio periodo.
