I comitati di quartiere fanno ricorso al TAR: nell’area del progetto stadio della Roma sarebbe presente un habitat protetto.
Il cammino della Roma verso la costruzione del nuovo stadio a Pietralata si arricchisce di un ostacolo tanto inatteso quanto significativo: i pipistrelli. È questo l’ultimo fronte aperto dai comitati di quartiere, che hanno presentato un ricorso al TAR del Lazio per chiedere la sospensione dell’autorizzazione comunale agli scavi preliminari nell’area individuata per il nuovo impianto giallorosso.
Secondo uno studio firmato da Flavia Sicuriello e Paolo Colangelo dell’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri del CNR, la zona interessata ospiterebbe specie protette di chirotteri e uccelli, che vivono negli alberi che il Comune prevede di abbattere (ben 26 secondo il progetto).
L’udienza è fissata per domani e potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per il futuro dello stadio. Se il TAR dovesse accogliere la richiesta di sospensione, i tempi dell’intero iter si allungherebbero in modo sensibile, compromettendo l’obiettivo di presentare ufficialmente il progetto entro l’autunno 2025.
Dal canto loro, il Comune di Roma e la proprietà Friedkin ribadiscono l’impegno ambientale del progetto: è previsto un parco urbano di 93.000 mq, la piantumazione di 819 nuovi alberi, un sistema di raccolta e riutilizzo delle acque piovane e un impianto di irrigazione sostenibile, tutto senza pesare sulla rete idrica pubblica.
Ma il nodo, adesso, è tutto nella tutela della biodiversità. Quella che sembrava solo una questione di cemento e burocrazia si tinge di verde (e di ali): lo Stadio della Roma rischia di scontrarsi con la legge sugli habitat naturali, e con un’alleanza inaspettata tra cittadini e pipistrelli.

