VERONA-ROMA Ci siamo. Dopo l’apoteosi del derby vinto grazie alla doppietta di Mancini, la Roma si gioca l’intera stagione in novanta minuti di fuoco al Bentegodi. Contro un Hellas Verona ormai salvo, i giallorossi hanno un solo imperativo: vincere per blindare la qualificazione in Champions League e difendere il terzo posto a quota 70 punti. Gasperini, però, dovrà farlo superando un’improvvisa emergenza in infermeria e sfidando una tradizione storicamente ostica.
VERONA-ROMA, le scelte di Gasp: tegola N’dicka e difesa da ridisegnare

Le notizie arrivate da Trigoria costringeranno il tecnico a cambiare la difesa, ma regalano un enorme sospiro di sollievo a centrocampo in vista del match decisivo:
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Forfait per N’dicka, ma Koné respira: Se da un lato il difensore ivoriano è fuori dai giochi per infortunio, dall’altro Gasperini ritrova fortunatamente Manu Koné. Il francese ha smaltito i problemi fisici ed è tornato pienamente disponibile: una presenza vitale che ridà muscoli e dinamismo alla mediana accanto a Cristante. Dietro, invece, l’emergenza resta: senza N’dicka, i compiti di regia difensiva graveranno interamente sull’eroe del derby Mancini e sul giovane Ghilardi, con Hermoso pronto a completare il terzetto.
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La Joya c’è: L’altra splendida notizia riguarda Paulo Dybala. L’argentino, che ha giocato e brillato nel derby senza riportare alcun problema fisico, è al top della forma. Gasperini si affiderà alla sua classe cristallina dal primo minuto sulla trequarti in coppia con Soulé, pronti a innescare lo stato di grazia di Malen.
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Il saluto del Faraone: Pronto a subentrare a gara in corso anche Stephan El Shaarawy, all’ultima passerella ufficiale in maglia giallorossa dopo le lacrime dell’Olimpico.
VERONA-ROMA, numeri e Precedenti. Il Bentegodi è terra di trappole
Se all’Olimpico la Roma domina storicamente i veneti, le trasferte in riva all’Adige raccontano tutta un’altra storia.
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Equilibrio quasi perfetto: Nei precedenti complessivi giocati in Serie A al Marcantonio Bentegodi, il bilancio è storicamente in grandissimo equilibrio. Vincere a Verona per i giallorossi è sempre stato un affare complicato, con i padroni di casa capaci di trasformare il proprio stadio in un fortino, 9 vittorie per il Verona e 8 per la Roma, 11 i pareggi.
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Il fattore “primo tempo”: Curiosità statistica sull’Hellas. I veneti sono una delle squadre che subisce in percentuale più gol nei primi 30 minuti di gioco, ma che tende a chiudere la prima frazione subendo pochissimo se riesce a superare indenne la sfuriata iniziale. La Roma dovrà aggredire subito il match per non farsi attorcigliare dal nervosismo.
VERONA-ROMA, gli ex e le storie della sfida:
La partita è ricca di intrecci, ma la copertina se la prende sicuramente Daniele Ghilardi: il giovane difensore della Roma, pilastro della retroguardia di Gasperini, è nato calcisticamente proprio nella scuderia della Juventus, rivale diretta in questa volata Champions a quota 68 punti. Inoltre, la mente dei tifosi più nostalgici vola a figure storiche che hanno unito le due sponde, a partire dal leggendario “Barone” Nils Liedholm, che ha guidato entrambe le panchine nella sua gloriosa carriera.
VERONA-ROMA, il traguardo è a un passo:
Con Juventus e Como che inseguono affamate a 68 punti e il Milan a 70, i calcoli non servono. Vincere a Verona significa volare nell’Europa che conta dalla porta principale. Nonostante le assenze pesanti in mezzo al campo, la Roma ha l’arma Dybala fresca e vogliosa di regalare ai tifosi l’ultimo grande sorriso stagionale.
