18 Settembre 2026
Roma
Editoriali News

Calciomercato Roma e FFP, Gasperini vuole una squadra da vertice

L’ESULTANZA DI GIAN PIERO GASPERINI SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

CALCIOMERCATO ROMA – La sessione estiva di mercato è ufficialmente iniziata, e come ogni anno il tifo giallorosso si divide tra il sogno del grande colpo e l’ansia per i paletti del Fair Play Finanziario. Ma come stanno davvero le cose? Per capire le mosse del club, bisogna svestire i panni del tifoso e indossare quelli del contabile.

La Roma si trova davanti a un bivio strategico: non serve una rivoluzione, ma un saggio gioco di incastri finanziari per superare i vincoli UEFA e, contemporaneamente, consegnare a Gian Piero Gasperini una rosa costruita per vincere.

Ecco come funziona la complessa macchina del mercato giallorosso spiegata punto per punto.

Calciomercato Roma, plusvalenze vs Valore del cartellino: facciamo chiarezza

L’errore più comune quando si valuta il mercato è guardare la cifra del trasferimento. Nel bilancio della Roma non conta il valore del transfer (il prezzo di vendita puro), ma la plusvalenza netta generata.

? Esempio Pratico: Se vendi un giocatore acquistato anni fa a 20 milioni, e il suo valore residuo a bilancio oggi è calato a 5 milioni, rivenderlo a 25 milioni non significa “incassare 25”, ma generare 20 milioni di plusvalenza pulita ($25 – 5 = 20$). Sono solo quei 20 milioni che vanno a coprire i buchi del FFP.

Attualmente, i costi strutturali della Roma per questo esercizio sono aumentati rispetto all’anno scorso (che si era chiuso con un passivo di -54 milioni nonostante 29 milioni di plusvalenze già realizzate). I ricavi straordinari ottenuti dai diritti TV o dalle percentuali di rivendita di vecchi calciatori aiutano, ma non bastano a colmare il deficit: ecco perché le cessioni dei big sono una necessità contabile prima che tecnica.

Calciomercato Roma, il piano delle uscite: i sacrifici di Soulé e Koné

Per sbloccare il mercato in entrata, la strategia della società è già tracciata e prevede tre passaggi fondamentali:

  1. La cessione di Matías Soulé: La Roma sta spingendo forte per chiudere l’operazione. Sul tavolo ci sono offerte concrete che oscillano tra i 30 e i 35 milioni di euro, con il giocatore e i suoi agenti che stanno valutando la destinazione migliore.

  2. Le cessioni minori: Operazioni rapide con i giovani o elementi fuori dal progetto per racimolare liquidità immediata.

  3. Il sacrificio di Manu Koné: Nonostante le voci su una valutazione fissa a 50 milioni, la realtà a Trigoria è diversa. Gli agenti del francese si muovono da tempo e la sua cessione è pianificata entro luglio.

La deroga UEFA: Molti si chiedono come si possa cedere Koné a luglio inoltrato se i conti della stagione si chiudono formalmente prima. La UEFA, in casi eccezionali come questo (con un Mondiale in corso che blocca i calciatori nelle decisioni), permette di registrare l’operazione nel bilancio precedente se viene dimostrato che la trattativa era già solidamente avviata.

Calciomercato Roma, il tesoretto per gli acquisti: l’impatto di Greenwood

Una volta concretizzate le partenze di Soulé e Koné e alleggerito il monte ingaggi, la Roma si troverà con una potenza di fuoco notevole: un margine di costi liberi a bilancio stimato tra i 50 e i 70 milioni di euro.

Attenzione però: il mercato in entrata non si fa sul costo del cartellino, ma sul peso annuo (Ammortamento + Ingaggio Lordo).

? Esempio Pratico: Se la Roma decidesse di affondare il colpo su Mason Greenwood acquistandolo per 40 milioni con un contratto di 5 anni a 4 milioni netti (circa 8 lordi) a stagione, l’operazione non peserebbe 40 milioni sul bilancio di quest’anno, ma molto meno:

  • Ammortamento annuo: 40 ml / 5 anni = 8 ml

  • Stipendio lordo: 8 ml

  • Costo totale annuo a bilancio: 16 milioni di euro.

Con un margine disponibile di 50-70 milioni, un’operazione alla Greenwood da 16-20 milioni annui diventerebbe non solo sostenibile, ma lascerebbe alla dirigenza lo spazio necessario per bloccare altri due o tre titolari di altissimo livello.

Il verdetto è chiaro: i sacrifici estivi faranno discutere la piazza, ma sono l’unico grimaldello finanziario in grado di liberare le risorse necessarie. La Roma ha un piano preciso per rispettare l’UEFA e, contemporaneamente, regalare a Gasperini una squadra da Scudetto.

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