MONTELLA – Vincenzo Montella, attuale commissario tecnico della Turchia, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, soffermandosi anche sulla situazione in casa AS Roma.
Sulla rottura tra Ranieri e Gasperini: “Per me è indelicato giudicare dall’esterno, anche perché parlo di un club al quale sono molto legato. Ho stima di entrambi e non so cosa possa aver provocato questo imprevedibile epilogo. Penso solo sia un peccato per tutti: i tifosi avevano grande fiducia in questo nuovo corso”.
Sul Mondiale con la Turchia: “Non è facile prevederlo, le incognite sono tante a cominciare dal territorio: ci alleneremo a Phoenix, in Arizona, in una location scelta dalla Fifa dove sono previsti 42 gradi, ma poi nel girone avremo una partita a Vancouver, in Canada, dove la temperatura sarà sensibilmente più bassa. Secondo gli studi passare dal caldo al freddo dovrebbe essere meglio per la squadra. Ma molto dipenderà dalle condizioni in cui arriveranno i calciatori in quel mese”.
Sull’Italia e la Nations League: “Non voglio apparire come un professore. Tra l’altro la Nazionale italiana non è così scarsa come viene raccontata. Non è al livello delle prime 4-5 del mondo ma è comunque competitiva. Credo che i giocatori abbiano pagato il complesso da Mondiale, la paura di non farcela”.
Su come ripartire: “Dalla base. Forse bisogna insegnare ai giovani la tecnica e non assillarli con la tattica. E poi i vertici federali dovranno incidere più liberamente: sono testimone dell’impegno di Gravina e Gattuso, con i quali mi sono confrontato prima degli spareggi. Loro volevano fermare il campionato per avere più tempo per prepararsi. Ma non è stato possibile. In Turchia, nella stessa situazione e su mia richiesta, non si è giocato. Fare sistema è fondamentale”.
Sul livello della Serie A: “Se la paragoniamo a 20 o 30 anni fa sì. Ma resta un torneo di grande interesse. Mancano i soldi dei diritti tv, che sono stati dirottati soprattutto in Inghilterra. Per me il principale gap è negli stadi…”.
