MOURINHO – José Mourinho ha rilasciato una lunga intervista a Il Giornale, tornando a parlare anche del suo passato alla AS Roma e del calcio italiano.
Sul legame con la Roma: “Non so: per me Roma è stato il posto più bello della mia carriera. Non ho mai sentito un ambiente così incredibile intorno a una squadra di calcio, l’Olimpico sempre pieno, quello che la gente sente per i giocatori. Il livello di esigenza è alto? Non è un dramma, perché poi quando abbiamo vinto la Conference la festa è stata pazzesca: nemmeno nei trionfi che ho avuto in Champions ho visto delle scene così. Ma la mia Roma è finita”.
Sul rapporto con i tifosi: “Non voglio dire altro. Anzi, una cosa: nessuno se la prenda con i tifosi romanisti dicendo che è colpa loro se non si vince. I tifosi giallorossi sono quelli che aiutano la squadra, nessuno li deve toccare”.
Sul calcio italiano: “In realtà io credo che il calcio italiano non sia diverso dagli altri, solo che qui ciclicamente si riesce a investigare e fare pulizia”.
Sull’Italia fuori dai Mondiali: “Qualcuno mi ha chiesto se allenerei la vostra Nazionale: la mia risposta è che non avete bisogno di un tecnico straniero. Avete Allegri, Conte e ne potrei citare altri 5 o 6, non è questo il punto”.
Su come migliorare il sistema: “Vi faccio l’esempio del Portogallo: molte persone si chiedono perché un Paese di 10 milioni di abitanti riesca ad andare ai Mondiali e ad avere tanti giocatori così bravi. La risposta è: venite a vedere come vengono organizzati i tornei giovanili, quali sono le condizioni dentro quelle squadre. Basta questo per capire. E, magari, copiare”.
Sul futuro: “No, il mio prossimo traguardo è portare il Benfica in Champions. Abbiamo fatto un tragitto straordinario, siamo l’unica squadra che in Europa non ha perso una partita, se vinciamo le prossime 3 partite giocheremo nella coppa più grande d’Europa. Questa è l’unica cosa che sta nella mia testa”.
